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Agrigento a Distanza — Identità, Istanze e Prospettive dei Fuorisede
di Francesco Trupia·Dicembre 2025·8 min di lettura
La seguente analisi propone una breve descrizione dei dati raccolti durante l'indagine "Agrigento a Distanza: Identità, Istanze e Prospettive dei Fuorisede" lanciata nelle settimane successive il periodo estivo 2025 dalla comunità di Scaro1. La ricerca si poneva l'obiettivo di intercettare e analizzare l'identità politica dei fuorisede della città di Agrigento in modo da discutere delle nuove ed eventuali prospettive di partecipazione politica in vista delle prossime elezioni amministrative del 2026.
Quello dell'emigrazione giovanile rimane un fenomeno assai più complesso rispetto alla percezione prodotta dalle statistiche ufficiali. Negli ultimi anni la provincia di Agrigento appare aver perso intorno a 16 mila cittadini. Un dato non completo considerando il numero di residenze mantenute in provincia durante gli anni di studio e di ricerca di un lavoro stabile. Appaiono più veritieri i dati dell'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero (AIRE) che calcolano circa 150 mila agrigentini residenti fuori dai confini nazionali. Anche questi dati rimangono però fallaci visto che le politiche interne all'area Schengen permettono ai cittadini agrigentini di evitare la registrazione all'AIRE per periodi inferiori ai nove mesi.
La scomparsa di intere generazioni di agrigentini, incapaci di contribuire alla crescita e allo sviluppo della propria città, non appare assai diversa da quella di altri Paesi dell'Europa meridionale e delle zone di confine esterno all'Unione Europa.
Il ruolo politico dei "fuorisede" è divenuto negli ultimi anni oggetto di numerosi studi e analisi in un continente europeo sempre più polarizzato e allo stesso tempo multipolare. Dinnanzi la crisi delle democrazie "stabili" e/o "consolidate", la demografia viene considerata come un fattore fondamentale per il destino dei regimi (il)liberali2. Laddove problematiche politiche locali si intersecano con quelle globali, i fenomeni migratori e le loro dinamiche propongono nuove forme di partecipazione politica non convenzionale all'interno di nuovi spazi di partecipazione politica e cittadinanza attiva. Il fenomeno delle diaspore rimane di profonda importanza non solo sul piano politico e culturale. Le diaspore non appaiono più argomento delle politiche di integrazione e stabilizzazione nel mondo del lavoro, ma soggetti politici capaci di ripensare le politiche pubbliche nei loro Paesi e regioni di origine. Si potrebbero citare i tanti casi di partecipazione politica delle c.d. "seconde generazioni" capaci di mantenere un legame con i Paesi di origine dei loro genitori. Anche nelle regioni del Mezzogiorno italiano molte organizzazioni da anni diffondono un messaggio alternativo, quello del "diritto a rimanere". Alcuni sociologi e antropologi hanno addirittura teorizzato la "restanza" come modello di rigenerazione e innovazione di territori e comunità in cui la volontà di "restare" rimane una solida alternativa ai livelli elevati di migrazione.
Metodologia
Al di là delle statistiche ufficiali, questa ricerca qualitativa si pone l'obiettivo di intercettare un potenziale ruolo politico della "diaspora agrigentina" nelle dinamiche di potere ad Agrigento. Tra il 15 Agosto e il 15 Dicembre 2025, n=200 fuorisede agrigentini tra 18 e i 40 anni hanno volontariamente compilato il questionario online, tematicamente strutturato in tre parti aventi l'obiettivo di intercettare le:
1) varie identità della "diaspora agrigentina"; 2) eventuali istanze politiche da fuori Agrigento; 3) prospettive di partecipazione alle prossime elezioni amministrative;
Il questionario è stato diffuso attraverso un metodo di snowball per raggiungere più facilmente la comunità dei fuorisede agrigentini. La comunità di Scaro ha svolto il ruolo di gatekeeper per poter facilmente raggiungere gli interessati e veicolare il questionario attraverso i canali di informazioni delle piattaforme social. I dati sono stati raccolti in forma interamente anonima e successivamente utilizzati per delineare un'immagine analitica della "diaspora agrigentina".
Le seguenti domande hanno strutturato il questionario:
• Esiste un'identità politica della diaspora agrigentina?
• Qual è il possibile ruolo politico dei fuorisede agrigentini?
• Quali sono le istanze dei fuorisede finora inascoltate dalla politica?
• Quali sono le principali difficoltà e le carenze strutturali che impediscono una "ritornanza" delle nuove generazioni di fuorisede?
• Quali sono le opportunità ancora inesplorate per stimolare una partecipazione politica attiva dei fuorisede nella città di Agrigento?
Dati demografici del campione (n=200)
Età media: 27 anni
18-25 anni 40%
25-30 anni 35%
30-40 anni 25%
Titolo di studio
Laurea Mag. 42%
Diploma 25,5%
Laurea Tri. 25%
Dottorato+ 7,5%
Condizione lavorativa
Studente 35%
Lavoratore 40%
Lib. Prof. 12%
Disoccupato 8%
1. Le identità del Fuorisede
I dati raccolti nella prima parte del questionario evidenziano le identità dei fuorisede e la genealogia dell'emigrazione: il 50% afferma di aver lasciato Agrigento per motivi di studio, seguito da un 20,5% che identifica nella mancanza di lavoro il motivo per il quale ha dovuto lasciare la città. Nonostante rimanga un dato qualitativo, quest'ultimo conferma le statistiche ufficiali e rispecchia la giovane età dei partecipanti al questionario: il 75% è composto da fuorisede tra i 18 ai 30 anni. Il 25% ha almeno concluso un percorso universitario di primo livello (laurea triennale), mentre il 42% ha anche concluso un percorso di secondo livello (laurea magistrale). Questo dato evidenzia il potenziale di un possibile trasferimento di conoscenze critiche, esperienze strategiche e capacità di immaginare nuove opportunità di sviluppo ad Agrigento nonostante le evidenti lacune infrastrutturali e gli storici svantaggi legati all'insularità3.
Solo l'11% dei partecipanti al questionario dichiara di vivere all'estero. La Sicilia rimane la regione con il numero più alto di fuorisede agrigentini4, seguita da Lombardia ed Emilia Romagna. Questo dato non deve sorprendere considerando che il 40% dei fuorisede rientra nella fascia d'età dei 18/25. La maggioranza è invece già inserita nel mondo del lavoro: il 30,5% dichiara una stabilità economica grazie a un contratto a tempo indeterminato, mentre il 18% a tempo determinato. Dinnanzi all'aumento dei costi, soprattutto degli affitti e dei beni essenziali, è qui importante evidenziare come il 60,5% ha pensato di tornare a vivere ad Agrigento. Il 25% dice di pensare spesso a questa possibilità, mentre il restante 35,5% solo occasionalmente. Le questioni familiari e il migliore tenore di vita sono i due motivi principali che apparentemente spingerebbero questo gruppo di fuorisede a tornare a vivere ad Agrigento. Ciononostante, il 40,5% di questo gruppo di partecipanti al questionario individua nella mancanza di opportunità lavorative e crescita professionale il principale ostacolo ad un eventuale ritorno.
È complicata questa domanda: un tendenza a rimanere convive con un senso di colpa e irrisoluzione che ti mantiene legato alla terra. Di contro l'evoluzione della propria vita porta a collocarsi e a legarsi a nuovi spazi e a nuove persone.
Nonostante la metodologia utilizzata non permetta di evidenziare una relazione causale tra coloro i quali dichiarano di lavorare fuori da Agrigento e la loro non-volontà di tornarci a vivere, è plausibile che la fascia di partecipanti tra 30/40 anni (35%), già inserita nel mondo del lavoro, non consideri l'opportunità di un "ritorno a casa". La stragrande maggioranza degli intervistati (82%) afferma infatti di tornare ad Agrigento solo "per affetti familiari e amicizie", mostrando un attaccamento quantomeno emotivo alle relazioni familiari/sociali create prima del percorso migratorio e mantenute (o ricucite?) dopo aver lasciato Agrigento. Questo dato è importante perché:
• il 63%, molto probabilmente studenti universitari fuorisede, afferma di aver mantenuto la propria residenza ad Agrigento. In vista delle prossime amministrative 2026, Agrigento potrebbe contare su un'ampia comunità di fuorisede capaci non solo di esercitare il loro diritto al voto, ma anche potersi candidare all'interno di una lista civica o partito politico.
• la metà dei partecipanti al questionario afferma di aver conseguito il diploma scolastico (25,5%) o una laurea triennale (25%). Lo sviluppo di un'offerta universitaria valida e aggiornata alle necessità dell'odierno mondo professionale, possibilmente non legata esclusivamente alle logiche/dinamiche dell'ateneo palermitano, capace di sostenersi anche attraverso collaborazioni internazionali5, potrebbe fermare l'emorragia migratoria e motivare alcuni fuorisede a ritornare ad Agrigento per iniziare un secondo percorso di studi e/o mantenere i neodiplomati in città nel lungo periodo.
Nell'anno di Agrigento Capitale della Cultura 2025, quasi la totalità dei partecipanti (97%) al questionario afferma di non aver pensato di sfruttare un così importante evento per ritornare a vivere ad Agrigento. Escludendo uno "spillover effect", l'80% dei fuorisede definisce l'evento come un'occasione persa per l'intera comunità agrigentina.
2. Una sguardo (disinteressato) da sinistra?
La seconda parte del questionario aveva l'obiettivo di raccogliere dei dati inerenti le possibili forme di partecipazione politica dei giovani agrigentini prima e dopo aver lasciato Agrigento. L'obiettivo di intercettare vari livelli di partecipazione politica mirava anche a mappare le possibili istanze politiche dei fuorisede e il loro aspetto valoriale/ideologico.
Sul piano valoriale e/o ideologico, qual è la tua posizione?
Sinistra 30%
Centro-Sinistra 31,5%
Centro 5,5%
Sin. Radicale 13,5%
Nessuna pos. 11,5%
Centro-Destra 4,5%
La stragrande maggioranza dei fuorisede si posiziona lungo una linea ideologico-valoriale della sinistra italiana. I dati raccolti dimostrano però un alto livello di disinteresse nei confronti della partecipazione politica sia nelle sue forme più convenzionali che non convenzionali. Il 54,4% conferma di non aver mai partecipato attivamente alla vita politica locale, mentre un 7% ammette di non aver mai avuto interesse nella politica in generale. Il 28% dice di aver partecipato solo occasionalmente e attraverso attività di volontariato (n=24) e collettivi/gruppi politici (n=27) alla vita politica agrigentina. Complessivamente, il 90% dei partecipanti al questionario rimane fuori dall'arena della politica tradizionale. Questo dato spiega anche perché il 72,4% dei fuorisede dice di non essere rappresentato da nessun partito politico presente in Parlamento. Tra coloro i quali hanno espresso una loro vicinanza/appartenenza a un partito politico, il 24% ha scelto "AVS - Alleanza Verdi Sinistra" come proprio riferimento ideologico/valoriale. Il 19,3% si identifica all'interno di una non specifica organizzazione della sinistra extraparlamentare, mentre il 15,8% afferma di identificare le proprie istanze politiche con l'agenda del Partito Democratico. Tale orientamento politico è verosimilmente alterato dalla metodologia utilizzata per la diffusione del questionario e la raccolta dati (snowball method) attraverso i canali di comunicazione di Scaro. Da anni la comunità di Scaro propone una visione diversa di quotidianità e partecipazione politica a Piazza e Agrigento in generale. Scaro considera Agrigento come spazio di cittadinanza attiva in cui momenti di riflessione e discussioni sulla comprensione dei problemi possano trasformare il territorio6.
A. Dopo aver lasciato Agrigento, la maggioranza dei fuorisede continua a rimanere lontana dalle forme attive e (non) convenzionali della partecipazione politica. La percentuale aumenta leggermente dal 54,4% al 61% nel periodo successivo al trasferimento.
B. A differenza delle diaspore europee dell'Europa sud-orientale presenti in Italia, che esprimono una posizione conservatrice e legata ai partiti populisti italiani e/o dei rispettivi Paesi di origine, quella agrigentina evidenzia un orientamento "progressista" nonostante l'emigrazione interna al Paese.
Durante una prima discussione dei risultati, il paradigma della "post-democrazia" è stato introdotto per spiegare l'arena politica di Agrigento e la mancanza di (una tradizione di) partecipazione politica attiva. Nonostante un'analisi generica potrebbe allineare Agrigento a questo approccio teorico8, i dati raccolti confutano un tale scenario. I dati raccolti dal nostro questionario non evidenziano il "post": Agrigento appare come una città che, soprattutto nell'era post-ideologica, è stata incapace di formulare un dibattito politico capace di coinvolgere l'intera cittadinanza. L'emigrazione dei giovani è causata dalla mancanza di opportunità di studio e lavorative per via della storica assenza di élite economiche locali capaci di investire sul futuro della città e della Sicilia in generale. Recentemente, forme non-convenzionali di partecipazione politica hanno coinvolto parte della società civile agrigentina. Sit-in e momenti di riflessione collettiva su tematiche locali riguardanti l'odierna amministrazione comunale e problemi globali come la guerra in Ucraina e il genocido di Gaza, hanno evidenziato un certo spontaneismo politico "dal basso".
3. Fuorisede per Agrigento?
Un'ultima comparazione tra i punti A. e B. sopra citati e i dati raccolti nella terza parte del questionario conferma il generale disinteresse nei confronti della politica locale e delle forme di partecipazione attiva. Cercando di intercettare un possibile coinvolgimento dei fuorisede in vista delle elezioni amministrative nel 2026, i partecipanti al questionario sono stati invitati ad esprimere una personale motivazione (1=per niente motivato → 10=molto motivato) in merito alla loro volontà di tornare ad Agrigento per partecipare alle prossime elezioni amministrative e di partecipare attivamente alle prossime elezioni amministrative.
Nel primo caso, il 64% appare motivato a tornare ad Agrigento per partecipare. Nel secondo, l'indice motivazionale scende seppur (58,5%) nel delineare un personale coinvolgimento di partecipazione. All'interno di questo gruppo (da 5 a 10), il 60,2% dice di essere solo interessato ad esercitare il proprio diritto di voto. Le opzioni di una possibile candidatura in un partito politico o in una lista civica sostenuta da un partito politico non sono minimamente prese in considerazione. Tra coloro i quali hanno espresso una bassa motivazione alla partecipazione (da 1 a 5), il 41,5% si dice sfiduciato dalla classe politica locale (37,5%) e dalla possibilità di un possibile cambiamento (27,1%).
Importanza dei temi per le elezioni amministrative
FondamentaleMolto ImportanteImportante
Servizi Pubblici (acqua, sanità etc.)
Formazione e crescita culturale
Occupazione e Politiche del Lavoro
Tematiche Ambientali
Sicurezza (immigrazione, degrado urbano etc.)
Mobilità (aeroporto, migliori ferrovie etc.)
Politiche Sociali (questione abitativa etc.)
Corruzione politico-amministrativa
Lotta alla Mafia
La stragrande maggioranza dei fuorisede considera fondamentale o molto importante ciascuna delle tematiche proposte nel questionario. L'appartenenza ideologica/valoriale dei fuorisede al campo "progressista" spiega perché alcune tematiche (occupazione, questioni ambientali, corruzione, servizi pubblici, etc.) vengano prese in considerazione dai fuorisede e definiti fondamentali e molto importanti per la prossima tornata elettorale ad Agrigento.
Di cosa ha bisogno Agrigento? (% Fondamentale)
Un serio programma di cambiamento
Fondamentale 82%
Molto Imp. 12%
Importante 6%
Partecipazione dell'intera comunità
Fondamentale 60,5%
Molto Imp. 23,5%
Importante 11%
Poco/Niente 5%
La sfiducia dei fuorisede nell'intera classe politica locale (e nazionale) li conduce a rifiutare un possibile ingresso in politica di una nuova personalità (anche non agrigentina) e/o il ritorno di una figura politica che ha già lavorato bene per Agrigento. Considerando però l'apparente non-volontà di partecipazione politica alle prossime amministrative 2026, le fondamentali e molto importanti richieste dei fuorisede potrebbero svanire nelle vecchie logiche clientelistiche e "amichettistiche" della politica agrigentina. In questo caso, la comunità dei fuorisede agrigentini afferma che Agrigento abbia bisogno di un serio e innovativo programma di cambiamento per la città, che possa soprattutto coinvolgere le giovani generazioni che hanno deciso di rimanere ad Agrigento, e un coinvolgimento attivo dei fuorisede capaci di portare nuove prospettive e modelli di crescita insieme all'intera comunità agrigentina.
1 Questo studio è stato condotto da Francesco Trupia, ricercatore agrigentino fuorisede che da anni si occupa di democrazie, minoranze e diaspore in Europa orientale. Per maggiori informazioni: +48 452 470 432 / trupia.francesco90@gmail.com
2 Krastev and Holmes. The Light that Faded. A Reckoning. 2019: Penguin.
3 Grazie alla Legge Costituzionale n. 2/2022, la modifica dell'Articolo 119 della Costituzione italiana riconosce l'insularità come principio costituzionale.
4 Il questionario specificava solo quelli al di fuori della provincia di Agrigento.
5 Ad esempio, le università di Rijeka, Nicosia e Torun attraverso la piattaforma "YUFE - Young Universities for the Future of Europe".
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Una tavola rotonda civica e tecnica sulla gestione dei rifiuti ad Agrigento, con l'obiettivo di mettere attorno allo stesso tavolo amministrazione, competenze tecniche, controlli, comunità di quartiere, associazioni e cittadini.
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4 Luglio 2026 · ore 19:00
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Non restiamo senza — PattoXrestare
18 Luglio 2026 · ore 19:30·Scaro
Presentazione della campagna del PattoXrestare
Stiamo costruendo dal basso una piattaforma di proposte concrete: scritte con tecnici, comitati, assemblee e organizzazioni. Per trasformare le nostre istanze in progettualità e dimostrare una Sicilia dove restare è una scelta possibile.
Quando
18 Luglio 2026 · ore 19:30
Dove
Scaro Cafè, Agrigento
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Podcast di Scaro
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Seduto con le gambe incrociate Roberto osserva il vasto orizzonte. Ma piazza Ravanusella non è una terrazza da cui contemplare il mare, è un avamposto sul Mediterraneo. Luogo di antiche avventure ed epiche battaglie, il Mediterraneo è il vuciare degli scaristi, circondato dal disordine della convivenza, custode della rotta dell'identità passata, presente e futura. Nemica giurata del mare del nord, protetta da chiese e moschee, piazza Ravanusella non cede al freddo razionalismo e traccia l'avvenire di uno spiritualismo rinnovato.
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